I LAVORATORI, QUESTI SCONOSCIUTI

di Dino Tibaldi su La Rinascita
Nel pieno della ripresa del dibattito politico e nelle Feste Nazionali dei partiti, le questioni del lavoro, delle sue condizioni materiali, delle sue prospettive,continuano sostanzialmente ad essere il grande assente mentre i problemi dei lavoratori si sono ulteriormente aggravati. Per le famiglie italiane il ritorno alla normalità costerà 1.000 euro in più all’anno, complici il caro-scuola, i carburanti ai massimi storici, i servizi più onerosi, con luce e gas pronti a nuovi aumenti già dal primo ottobre.
 
Un buco da mille euro nei bilanci familiari le cui responsabilità ricadono interamente sulla voluta incapacità di questo governo di mettere in campo una politica di controllo dei prezzi e delle tariffe a difesa dei redditi da lavoro dipendente. Continua la perdita di occupazione e l’elenco delle aziende in crisi, nella media e grande impresa. Il governo si sta apprestando, a presentare una delle più pesanti manovre finanziarie degli ultimi anni. Ogni giorno che passa le cifre crescono in maniera vertiginosa, siamo già ben oltre i 20.000 milioni di euro. Ancora una volta a pagare saranno i ceti più deboli: le famiglie, i lavoratori i giovani, i pensionati, i disoccupati, in sostanziale continuità con gli ultimi anni. Scelte che hanno trasformato profondamente l'Italia ,che è diventato un paese di grandi ricchezze private e grandi povertà pubbliche. Uno stato senza soldi ed indebitato fino al collo. La filosofia di questa scelta ideologica si fondava e si fonda sull'assunto che le ricchezze in mano ai privati andrebbero in investimenti produttivi; invece sono andate e continueranno ad andare nella speculazione finanziaria e immobiliare contribuendo al declino produttivo, industriale del paese e accrescendone le disuguaglianze. La massa salariale si è ridotta. Il potere d'acquisto dei due terzi degli italiani anche. L'erogazione di denaro pubblico all'impresa, attraverso ogni sorta di agevolazioni e incentivi, le politiche di finanza creativa, la reiterazione dei condoni fiscali, hanno lasciato vuote le casse dello stato, incapaci ormai di far fronte a qualsiasi minimo impegno. Siamo in una situazione catastrofica che esclude ogni continuità. La decisione, fatta propria anche dal primo governo di centrosinistra, di puntare tutto sul mercato, liquidando la proprietà e le entrate pubbliche, senza controllare minimamente quali speculazioni, arricchimenti e disservizi ne sarebbero conseguiti, ha dato luogo a una colossale redistribuzione del reddito. Con una devastazione dell'occupazione falsata dalle statistiche e fatta esclusivamente di lavori precari e sottopagati. In questo contesto le forze di opposizione anziché chiedere con forza le elezioni anticipate su un programma alternativo, che abbia come asse centrale la difesa del lavoro, la sua dignità, il suo valore etico e morale, la difesa dei ceti più deboli, una politica redistributiva in grado di ridare un po’ di respiro a tutti coloro che vivono di lavoro e di sempre più misere pensioni, che si impegni alla ricostruzione di un moderno sistema di welfare in grado di garantire, ripristinandoli, i principi e lo spirito dalla nostra Costituzione, che ripensi, anche a fronte degli errori del passato, il ruolo del Pubblico e dello Stato nell’economia e nella regolazione del mercato, chi sul treno, chi sul tir, chi su altri mezzi, alternativi e non, dando la sensazione di avere già la vittoria in tasca, impegnano la totalità delle loro energie, anziché sul programma, in una assurda e pericolosa competizione per decidere chi debba essere il leader della coalizione. Il nostro giudizio sulle primarie, l’abbiamo espresso con chiarezza, così come altrettanto abbiamo fatto su chi pensiamo debba essere il leader. Per questo non partecipiamo con un nostro candidato, pur dando indicazione di votare per Prodi. Per questo abbiamo deciso che la nostra Festa nazionale fosse centrata sulle questioni del lavoro. Per questo assieme alle altre proposte di merito, sui temi del lavoro,che porteremo nel confronto con le altre forze politiche della coalizione, a partire dall’Assemblea programmatica di novembre già decisa dalla “Camera di Consultazione Permanente della Sinistra”, abbiamo lanciato una petizione nazionale sulla quale raccoglieremo le firme anche davanti ai seggi elettorali delle primarie, per la reintroduzione di una moderna scala mobile in grado di intervenire in modo automatico nella difesa del potere d’acquisto di salari e pensioni e per l’elevamento graduale dell’istruzione obbligatoria e totalmente gratuita fino a 18 anni.