
"Si è riunita la commissione Sanità della regione Lazio per decidere di rinviare la stessa e, nonostante la presenza autorevole dell'onorevole Montino, mentre fuori lavoratori disabili e non del Consorzio Sociale COIN manifestavano pacificamente, non si è ritenuto doveroso ascoltare la voce di chi è stato già condannato al licenziamento nonostante da anni abbia svolto con dedizione, serietà e professionalità, in nome della cooperazione sociale, dato di non poco conto, il proprio lavoro nel campo delle prenotazioni ospedaliere".
Lo dichiara il capogruppo del PdCI alla Pisana, Maria Antonietta Grosso. "Una nota del San Camillo Forlanini - aggiunge la Grosso - inviata al consorzio COIN fa sapere che per tre mesi manterrà l'attuale servizio con 12 postazioni, a monte delle 18 esistenti, ma non è una concessione è una scelta obbligata che ha lo scopo di guadagnare tempo perché chi dovrà sostituire questi lavoratori non è formato, non ha esperienza, deve prepararsi ad un lavoro che non conosce prima di mandare alle ortiche un patrimonio e capacità con danni non indifferenti per gli utenti.
Fanno bene i lavoratori svantaggiati e il consorzio COIN a replicare pubblicamente e a comunicare un loro "no grazie" approfittando anche della disponibilità della cooperativa sociale Capodarco circa una loro ricollocazione. Una cooperativa, la Capodarco, che già è stata avvertita da Marrazzo e Montino che presto dovrà mandare a casa circa duemila lavoratori, molti sono disabili, se non addirittura sciogliersi. E' incredibile - dichiara il consigliere regionale - che una delle poche "eccellenze" della nostra regione venga smantellata quando, ad onor del vero, dovrebbero andare a casa Marrazzo, Montino e tutti coloro che con bieco cinismo stanno tradendo non solo il programma elettorale che ci permise di vincere ma anche coloro che se ne resero protagonisti. Il 1° aprile è stato pubblicato un articolo, un pesce d'aprile, che affermava l'impegno di Marrazzo a rispettare i propri alleati, a partire dai Comunisti che ha messo fuori la porta, a reintegrarli nell'attività di governo e facendolo avrebbe mantenuto il servizio Recup, anche nel rispetto delle tante maestranze disabili, operato per un organico piano rifiuti, abolito gli odiosi tickets sanitari, sostenuto il mondo del lavoro e del precariato e molto altro.
Chimere da pesce d'aprile anche se a pensarci bene dovrebbero essere le vere emergenze di una regione al servizio dei cittadini e impegnata a migliorare la qualità della vita per ognuno ed ognuna. L'atto più corretto sarebbe davvero quello di ridare la parola agli elettori che sicuramente se la prenderanno già nelle prossime scadenze elettorali penalizzando quel partito e quegli uomini, a partire da Marrazzo e Montino, che non hanno saputo tener fede ad alleanze e impegni a suo tempo pubblicamente assunti. E intanto - conclude Maria Antonietta Grosso - si continua, mentendo anche a se stessi, a negare diritti e a far pagare la crisi a coloro che non ne sono responsabili. Quando si deciderà la Giunta ad incontrare la Capodarco?
Restiamo in attesa"