
Dichiarazione di Maria Antonietta Grosso (capogruppo del PdCI e presidente della Commissione Politiche Sociali alla Regione Lazio). “Questa mattina, durante i lavori del Consiglio regionale del Lazio, numerosi soci della cooperativa sociale Capodarco hanno manifestato davanti la sede della Pisana per protestare in riferimento a quanto comunicato da alcuni organi di stampa, ritenendolo, secondo loro, un attacco immotivato alla loro storia, esperienza ed attività. Ho ritenuto opportuno – dichiara Maria Antonietta Grosso, capogruppo del PdCI e presidente della Commissione Politiche Sociali alla Regione Lazio – insieme alla collega Luisa Laurelli, di organizzare un incontro con la cooperativa per ascoltare le loro ragioni. Mi sono attivata, quindi, per invitare tutti i capogruppo, ed in particolare quelli della maggioranza. Alla riunione tuttavia hanno partecipato solo i rappresentanti dello SDI con il collega Celli, dei DS con Parroncini, Laurelli, Carapella e Mancini, dell’Italia dei Valori con Gargano, della Margherita con Di Carlo e il presidente della Commissione Sanità, Dalia. La cooperativa Capodarco attraverso il suo Direttore, il responsabile dell’attività del Recup ed il socio Andrea Venuto ha avuto modo di raccontare la propria esperienza, la coerenza di un impegno e la trasparente partecipazione ad un bando pubblico che, a loro avviso, la politica non può ostacolare, essendo altri, semmai, autorizzati a farlo. E difatti tutti i consiglieri che hanno preso la parola hanno riconosciuto, ritenendolo condivisibile da tutto il Consiglio Regionale - aggiunge Maria Antonietta Grosso – che il lavoro della cooperativa è stato di qualità ed ha inventato un servizio ormai ineliminabile che ha visto prenotare oltre 20 milioni di prestazioni sanitarie impegnando circa settecento operatori nonostante ritardi nell’erogare i contributi dovuti per il servizio prestato. In realtà – precisa il consigliere del PdCI – abbiamo l’obbligo, alla luce degli accadimenti, di chiedere con urgenza un incontro di maggioranza che chiarisca ogni aspetto della questione, i rapporti tra la Giunta ed una sua decisione e l’atteggiamento dei propri capigruppo e consiglieri. Dobbiamo, in sintesi, ognuno, assumerci le nostre responsabilità dinanzi ad un percorso che pur se lineare ed incontestabile, soprattutto rispetto quanto deciso e realizzato dalla precedente giunta, è divenuto oggetto di polemiche pubbliche nel seno delle stesse forze di governo. Credo che le procedure di assegnazione, come previsto dal bando, un bando che chiede garanzie occupazionali e inserimento al lavoro di una quota cospicua di disabili e che determina un risparmio negli anni di milioni di euro, debbano concludersi ma ritengo essenziale un confronto politico che dipani ogni torbida situazione. Se non facciamo della demagogia e dell’ipocrisia un nostro agire – conclude Maria Antonietta Grosso – e se davvero abbiamo interesse, con senso di responsabilità, a tutelare le esigenze dei nostri cittadini su un tema così delicato come le prestazioni sanitarie diventa una necessità trovare risposte veloci alla tematica in oggetto”.