Denuncia del capogruppo del PdCI della Regione Lazio: “la pubblicità ingannevole di noti prodotti ormai viene diffusa nei pressi delle scuole mettendo a rischio l’educazione e la salute delle giovani generazioni: le istituzioni facciano immediatamente la loro parte”
“A pochi metri dal liceo Augusto di Roma un furgoncino colorato e ampiamente accessoriato distribuisce in questi giorni, gratuitamente, una bevanda commerciale, proposta come bevanda energetica, esportata in oltre cento paesi, con una vendita stimata in oltre un miliardo di lattine e che contiene caffeina, taurina ed altre sostanze non propriamente adatte ad una armoniosa crescita e ad una sana alimentazione ma, cosa indubbiamente grave, insieme al prodotto viene distribuito un “depliantino” accattivante, “giovanile”, arricchito da vignette sublimali che va, totalmente, in controtendenza rispetto le normative nazionali in materia di tutela delle giovani generazioni in particolare e dei consumatori in generale e rende vano ogni nostro sforzo per evitare fenomeni degenerativi che sempre di più colpiscono i nostri figli”, E’ quanto dichiara l’onorevole Maria Antonietta Grosso, capogruppo del PdCI alla Pisana e vice Presidente della Commissione Lavoro, Pari Opportunità e Politiche Sociali che aggiunge: “diviene essenziale, a questo punto, utilizzando questo episodio che mi è stato denunciato da alcune famiglie, attivarci, di concerto con associazioni consumeristiche, assessorati di riferimento, istituzioni scolastiche e pubbliche, il Garante per l’Infanzia, per costituire una Consulta Etica contro i danni derivanti dalla pubblicità. Nel libricino che ho consultato, distribuito dall’azienda in questione, si invita, ad esempio, al consumo del proprio prodotto per essere svegli oltre ogni orario guidando l’automobile, per essere i più forti in classe, per fare mattina nelle discoteche senza timore di esagerare, per essere ragazze assetate di adrenalina e future manager o donne in carriera o in casa che umilino le altre, per essere una sorta di “superman”, un arrivista o “diversamente non sei niente”, insomma per avere tutto e subito. Fa a farsi benedire – precisa Maria Antonietta Grosso – l’intero sistema educativo, pur con i suoi limiti, i valori di solidarietà ed amicizia, il formarsi delle nostre coscienze con il sapere tentando di manipolare proprio i minori, gli adolescenti, i più deboli. Dobbiamo attivarci – prosegue Grosso – non contro la pubblicità in genere ma sicuramente contro una pubblicità (televisioni, web, ambulanti, porta a porta, cartellonistica stradale ecc.) che ci perseguita ovunque noi si vada alimentando una violenza psicologica non indifferente, creando falsi bisogni e falsi desideri, suscitando comportamenti deteriori, moralmente inaccettabili che conosciamo come bullismo, arroganza, prepotenza, logica del più forte, o che generano sempre più diffuse violenze tra ragazzi o contro le ragazze o un disabile in particolare. La pubblicità che corrisponde sempre più alle sole esigenze di mercato e che ha lo scopo di invadere il pianeta con prodotti spesso inutili e che insieme all’esaurimento di molte risorse incidono anche sull’ambiente e lo smaltimento dei rifiuti va limitata da un’informazione corretta, chiara e funzionale, essenzialmente etica, per valorizzare un consumo consapevole e critico di contro ad atti di vera e propria violenza, sia psicologica che materiale, sulla persona che alimenta e genera altra violenza”.
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