Un 8 marzo non rituale: dichiarazione del capogruppo dei Comunisti Italiani e presidente della Commissione alle Politiche Sociali della Regione Lazio, Maria Antonietta Grosso.
Non poteva essere diversamente per chi, da sempre, come scelta di vita, è impegnato per i diritti dell’altra metà del cielo come il capogruppo dei Comunisti Italiani e Presidente Commissione Politiche Sociali della Regione Lazio, Maria Antonietta Grosso, che in questo 8 marzo, giornata dedicata alle donne, memoria di un grande dramma che le riguarda e che appartiene al secolo che ci siamo lasciati alle spalle, intervenire durante i lavori del Consiglio regionale per avanzare proposte al fine di affrontare il grave e drammatico fenomeno della violenza e dei maltrattamenti nei confronti delle donne.
“E’ un nostro dovere - dichiara Maria Antonietta Grosso - valorizzare il riconoscimento dei diritti delle donne che, ancora, in questo nuovo millennio, sono vittime di atti barbarici, sfruttamento, disuguaglianze nella vita e nel lavoro. Un presente nel quale si registrano non pochi e frequenti maltrattamenti nei loro confronti, dentro ed oltre le mura domestiche - aggiunge l’esponente del PdCI - e, pertanto, le istituzioni devono fare la loro parte. Nel Lazio sono presenti 12 case rifugio che hanno aiutato a svincolarsi dalla violenza 384 donne e 111 bambini. Non può bastarci. Dobbiamo e vogliamo fare di più. Dobbiamo, cioè, essere consapevoli che coloro, tra le tante, che hanno subito soprusi vi è chi continua ad essere umiliata e difficile è, inoltre, il recupero della propria autonomia sociale, lavorativa ed economica. Ha ragione - precisa la presidente della commissione Politiche Sociali - l’assessore Silvia Costa, intervenendo nell’aula consiliare, a ricordarci che la nostra Carta Costituzionale, alla quale hanno partecipato ben 21 donne, è un baluardo imprescindibile per salvaguardare pari dignità e contrastare angherie ed iniquità contro il mondo femminile. Sono passati sessant’anni dal riconoscimento del voto alle donne e sessanta sono gli anni che ci separano dalla nascita della nostra meravigliosa Costituzione ma ogni giorno va speso per tenere vivi quei valori e per rinnovarli in direzione di una migliore qualità della vita. La mozione illustrata dalla collega Pizzo e approvata all’unanimità al Consiglio Regionale è una conquista per tutti, tuttavia, per vincere davvero, vanno rivisitati i consultori, ampliate le loro funzioni, garantita l’assistenza gratuita psicologica per le donne che subiscono prepotenze e potenziate le strutture quali le case rifugio come strumenti per un adeguato e giusto vivere sociale. L’8 marzo, dunque, può non essere solo una celebrazione, una festa, bensì un’occasione – conclude Maria Antonietta Grosso - per migliorare la nostra società e garantirne una sua emancipazione che non può fare a meno delle donne”.
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