La regione Lazio per i disabili: passa in commissione Lavoro e politiche Sociali la proposta di legge presentata dal consigliere Maria Antonietta Grosso
“Finalmente è passata in commissione Lavoro e Politiche Sociali della regione Lazio la proposta di legge per attivare un Centro di Accesso Unico per la Disabilità (CAUD) raccogliendo in questo modo i frutti di un lungo e partecipato impegno svolto sino ad oggi e che ha coinvolto principalmente le associazioni di settore, gli enti locali e le Asl". E’ quanto dichiara il consigliere Maria Antonietta Grosso, capogruppo del PdCI e vice presidente della Commissione, firmataria della legge in questione. “Una proposta di legge – aggiunge Maria Antonietta Grosso – che ha trovato il consenso sia dei consiglieri di maggioranza che di minoranza. Siamo nel pieno rispetto del comma 2 articolo 3 della Costituzione, che recita "è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana". Nella relazione di presentazione della legge, infatti, è scritto testualmente che questo impegno dovrebbe significare, per lo Stato e per la Regione, "porsi di fronte ai bisogni della persona con disabilità e del nucleo familiare non solo in termini di specifici interventi riabilitativi ma, anche e soprattutto, in termini di percorso di vita individuale per un'assistenza dignitosa, per l'inclusione sociale e scolastica, per l'inserimento nel mondo del lavoro, dello sport, dello spettacolo, della cultura e del tempo libero. Rispetto al complesso tema della disabilità, questa proposta di legge, si pone - precisa il consigliere regionale - l'obiettivo di incidere sull'attuale approccio, sia culturale che normativo, alla disabilità attraverso la formulazione di alcuni fondamentali principi: intende spostare l'attenzione dalla persona disabile, riconosciuta come portatrice di patologia, al riconoscimento del diritto al progetto di vita dignitoso e individuale per ogni persona in quanto cittadino”. Un aspetto innovativo della proposta, infatti, consiste nel considerare il nucleo familiare delle persone con disabilità destinatario anch'esso di interventi, oltre che risorsa nel progetto di vita dei figli o dei parenti coinvolti. “Le linee d’intervento della legge – comunica Peppe Mariani, presidente della commissione consiliare – intendono valorizzare politiche attive, integrate e coordinate ed interventi che garantiscano la continuità e l’interdisciplinarità della presa in carico globale attraverso la collaborazione tra la rete di servizi e le realtà sociali operanti nei territori. Saranno organizzati – prosegue Mariani dei Verdi – programmi per la prevenzione socio-sanitaria, la diagnosi pre-natale, la cura, la riabilitazione, l’assistenza, l’istruzione e l’inserimento nel mondo del lavoro”. Maria Antonietta Grosso aggiunge che “ siamo dinanzi ad una proposta di legge ambiziosa ma necessaria e per questo abbiamo pensato anche a progetti nell’ambito dell’agricoltura come, ad esempio, le Fattorie Sociali. Le politiche sociali attive per la disabilità della regione Lazio promuovono, inoltre, la realizzazione di nuove strutture residenziali che fungano quale rete di sostegno e promozione sociale denominate CON Noi Dopo di Noi. Verrà realizzato – conclude - un piano integrato triennale al fine di valorizzare tale legge e poterne, poi, verificare i risultati, l’efficacia delle metodologie adottate, l’impatto sociale ed il buon esito dei finanziamenti che saranno predisposti”. Al CAUD potranno accedere le persone disabili, coloro che necessitano di accertamenti clinici ai fini del riscontro di un’eventuale disabilità e i nuclei familiari che ne hanno diritto.
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