«Il progetto sulle Torri gemelle? Mai visto un euro»

18 febbraio, 2007) Corriere della Sera
Fulloni Alessandro 
 
 
 
«Il progetto sulle Torri gemelle? Mai visto un euro»
La Regione stanzia 245 mila euro per realizzare un monumento. Ma i soldi non si trovano
     
«Con franchezza, del progetto dedicato alle vittime delle Twin Towers non so proprio niente». L' imprenditore edile Alberto Spelda è il presidente della Fenalc, Federazione nazionale dei liberi circoli con sede in via del Plebiscito, a due passi da piazza Venezia. L' associazione, si legge nel sito, si occupa di «no profit» e sventola orgogliose affiliazioni con la Filps (Federazione italiana laghi pesca sportiva) e la Fitp, Federazione italiana tradizioni popolari. Sostiene iniziative in tutto lo Stivale, da convegni a Piacenza sulla «salute pubblica» a premi letterari a Salerno che hanno per tema «storie e poesie di donne». Un tripudio di mostre e sagre che evidentemente rende complicato sapere di quei 245 mila euro indirizzati al circolo «Fenalc Roma 2000» dalla Regione Lazio per la «realizzazione di un' opera in memoria dei tragici eventi dell' 11 settembre». Proprio così è scritto sulla tabella B della finanziaria approvata nel 2005 assieme a centinaia di altre proposte. Tutti stanziamenti per progetti sportivi, culturali e sociali sostenuti dai 70 consiglieri della Pisana grazie a una specie di dotazione personale. Cospicua durante l' era Storace, circa 700 mila euro per ciascuno, e non disprezzabile con la giunta Marrazzo: 350 mila euro. Somme più faticose da spendere che da ottenere. Spelda per esempio è preoccupato: «Forse l' iniziativa parte da ex presidenti della Federazione. In ogni caso non vorrei che qualcuno si fosse appropriato del marchio Fenalc a mia insaputa». Per questo chiederà «alla Regione Lazio la delibera di stanziamento: voglio sapere dove sono finiti i soldi». In forse, è anche l' idea di una pista da cross a Torre Cajentana, comune di 1200 anime nel Frusinate, proposta dai «fuoristradisti» dell' associazione «Cinghiali 4x4». Il sindaco Paolo Ascani è spaventato dai «troppi vincoli ambientali ed enfiteusi sul posto prescelto. Basta poco, per una denuncia della Forestale». Così resta pencolante quello stanziamento di 70 mila euro per l' acquisto dei due ettari rocciosi su cui spianare dossi e curve. Qualcun altro il fondo lo ha addirittura rifiutato. È il caso dei 100 mila euro indirizzati «per la realizzazione di progetti socio-culturali» all' Istituto italiano di cultura politica Polis presieduto dall' ingegner Vincenzo Bianchini. Un curriculum bipartisan, il suo: specialista di «E-governement», tanto da risultare nel 2000 consulente del governo ulivista. E ancora: zio dell' ex assessore An Giulio Gargano agli arresti domiciliari per le denunce di Lady Asl e sino a 18 mesi fa amministratore unico di Laziomatica, la società della Regione coinvolta nella vicenda di hackeraggio elettorale ai danni di Alessandra Mussolini. L' idea era quella di un convegno online riguardante «gli assi portanti dell' innovazione»: cioè, si apprende dal sito, «energia, bio e nano tecnologie, infrastrutture, reti telematiche». Una specie di chat attiva dallo scorso settembre al prossimo 18 aprile, quando saranno presentate le relazioni. Per gli «speaker», gloria in abbondanza ma solo assistenza «nell' organizzazione di viaggio e soggiorno, senza contributo alle spese». Ristrettezze imposte dalla rinuncia controcorrente di Bianchini, motivata con l' invio di una lettera, al sostegno della Pisana. Che, chiesto nel 2006, «sarebbe arrivato troppo tardi, a iniziativa già avviata. Meglio fare da me: quei 100 mila euro serviranno per tamponare la voragine nella Sanità». Un altro stanziamento, quello di un milione di euro all' Associazione Italia Amazzonia, sarà invece sottoposto al Gran Giurì della Regione. Tutto nasce dallo scontro tra i caratteracci di due consiglieri, Antonietta Grosso dei Comunisti Italiani e Alessio D' Amato del gruppo «Rosso Verde». Lei, unica in Aula, ha definito «prassi clientelari» le tabelle A e B dei finanziamenti a pioggia approvati nella finanziaria 2007 «solo per non creare guai alla maggioranza». Lui, passata militanza proprio nei Comunisti italiani, è l' autore di scomode denunce tra cui quelle riguardanti infrastrutture e lottizzazioni nel basso Lazio in odore di interessi malavitosi. La Grosso, in un' interrogazione a Marrazzo, sostiene che la sede di «Italia Amazzonia» si trova in via Nonantola 6, stesso indirizzo che a ponte Marconi ospita la sede del gruppo Rosso Verde. Non solo: il suo collega alla Pisana ricoprirebbe la carica di vicepresidente della Fondazione. Appreso della bordata, Alessio ha risposto al fuoco, querelando per diffamazione gli ex compagni: «Non sono vicepresidente della Onlus». E per «verificare se sia stata lesa la mia onorabilità», ha chiesto al presidente della Regione la convocazione del Gran Giurì. In attesa del responso, il segretario del Pdci Oliviero Diliberto è intervenuto a difesa della Grosso: «Sono solidale con te», le ha detto.