DISEGNO DI LEGGE REGIONALE PER LO SVILUPPO DELLA RICERCA E DELL’INNOVAZIONE TECNOLOGICA

LAZIO: DISEGNO DI LEGGE REGIONALE PER LO SVILUPPO DELLA RICERCA E DELL’INNOVAZIONE TECNOLOGICA 

 “Questa legge è uno strumento di grande valore per lo sviluppo del sistema produttivo regionale – dichiara Maria Antonietta Grosso, capogruppo del PdCI alla Pisana e vicepresidente della Commissione consiliare Lavoro e Politiche Sociali -  e ringrazio l’assessore Mancini e la Giunta per aver fatti propri due elementi da me introdotti: rendere possibile anche ad istituzioni pubbliche della Regione (università ed Enti di Ricerca) di poter concorrere ai relativi finanziamenti, in particolare per l’assunzione di giovani ricercatori, anche a lungo termine e possibilmente anche a tempo indeterminato, indipendentemente dalla collaborazione con le imprese e il valutare come necessaria  una consultazione della comunità scientifica nel processo di nomina degli organi di valutazione e selezione dei progetti di ricerca. Questi due elementi – precisa il consigliere regionale - divengono ancora più indispensabili nel quadro politico attuale che vede, con la “Manovra di bilancio 2008” del Governo, tagli senza precedenti al sistema universitario e di ricerca pubblico italiano. Questi tagli incidono su una situazione già drammaticamente compromessa. In Italia il rapporto tra spese per ricerca e sviluppo e PIL è rimasto sostanzialmente costante negli ultimi 10 anni mentre nei Paesi OCSE, così come in quelli dell’Unione Europea, questo parametro è cresciuto molto più rapidamente. Analoga è la situazione relativa al numero dei ricercatori. Se in Italia la parte maggiore della ricerca è svolta dallo Stato – precisa Maria Antonietta Grosso - si deve però considerare che essa è stata depauperata negli ultimi decenni in misura considerevole dal ridotto flusso in entrata di nuove risorse umane e dal contemporaneo sostanziale flusso in uscita dovuto ai pensionamenti. A questo calo del numero di ricercatori pubblici non corrisponde però un aumento di quelli che lavorano nelle imprese. Solo il sostegno al sistema di ricerca pubblico ed in particolare alle sue risorse umane, ormai sempre più ridotte, può rilanciare lo sviluppo anche del sistema produttivo regionale, offrendo, per le proprie esigenze, alle imprese un mercato che richiede vera innovazione tecnologica e mettendole perciò in condizione non solo di introdurre le innovazioni prodotte altrove ma anche di svilupparne di nuove, che troveranno poi un mercato anche all’esterno. Il finanziamento di questo tipo di ricerca è poi particolarmente adatto alla scala regionale, dato che può essere “dosato” con continuità ed è prezioso anche a livelli non particolarmente alti. Tuttavia, visto che le risorse a disposizione della Legge Regionale, pur se ingenti, non sono infinite, sarà inevitabile dover scegliere tra diversi progetti di ricerca. Sarà la politica, e solo lei, a determinare il budget totale per ogni classe di progetti, costituendo così un vincolo dal quale nessun criterio di valutazione potrà poi prescindere. Oggi – conclude Maria Antonietta Grosso - abbiamo fatto un ulteriore passo in avanti per costruire una società migliore”.