CORBEZZOLO E MORALITÀ

Continua la battaglia in Consiglio Regionale, iniziata da Maria Antonietta Grosso, Capogruppo in Regione per il ns. Partito.

Pubblichiamo di seguito un articolo del Corriere della Sera:

CORBEZZOLO E MORALITÀ
Corriere della Sera
del 09/08/2007 , articolo di di GIUSEPPE PULLARA  ed. ROMA  p. 1

 

Nel Paese in cui le autoblù sono il doppio di quelle in uso nei 50 Stati Uniti d'America un piccolo gesto di parsimonia dell'amministrazione regionale non può che finire sui giornali. Raccogliendo l'insofferenza tanto diffusa tra i cittadini per i «costi della politica », la Regione Lazio sta lanciando qualche segnale di moralizzazione: un taglio qua, la riduzione di una spesa, la cancellazione delle tabelle A e B del bilancio: d'ora in poi ciascun consigliere regionale -come il Corriere ha annunciato ieri- non potrà più disporre di 350 mila euro per finanziare a suo piacimento iniziative paesane di ogni tipo, dalla sagra della salsiccia alla festa di san Rocco. Passata in giunta alla chetichella, la proposta del comunista Nieri rischia di arenarsi in consiglio regionale dove la maggioranza di centrosinistra, divisa su molte cose, non sarà certo compatta su quest'azione che riduce il potere individuale degli eletti facendo però risparmiare 25 milioni. Il centrodestra, che ha il compito istituzionale di opporsi al governo Marrazzo, sembra predisposto al mantenimento di un privilegio che riguarda anche chi ha perso le elezioni. E così la mannaia anti-spreco potrebbe trasformarsi in una fanfara propagandistica, riducendosi l'iniziativa dell'assessore di Rifondazione ad un gesto senza conseguenze pratiche. Il precedente taglio della metà per la prebenda da 700 euro ci consente tuttavia di immaginare che le cose possano andare diversamente.
Ma la storia del finanziamento delle feste di paese pone qualche interrogativo. Innanzitutto: quanta tradizione locale esprimono queste iniziative? I consiglieri finora hanno salvaguardato o hanno fatto marketing personale? Perché se non hanno fatto che tutelare la storia dei luoghi la decisione è grave. Ma se non fosse così, sarebbe ancora più grave che fino ad oggi la Regione abbia foraggiato il malcostume politico. Pensare che questi soldi siano serviti un po' per mandare avanti le tradizioni paesane e un po' per le clientele locali sarebbe veramente sconfortante, perché questa commistione implicherebbe la connivenza di tutti, politici e cittadini. Prima che il Consiglio regionale prenda una decisione sarebbe utile che si individuassero con onestà le strapaesane vere, da sostenere in nome dell'identità locale per poi finanziarle con convinzione, apertamente, tagliando altri capitoli di bilancio. È troppo facile irridere la sagra del corbezzolo per sterzare su cose presunte più «serie». Ma chi dovrebbe decidere quali sagre salvare? Comunque, si tengano i consiglieri lontani da ogni tentazione: sarà meglio per tutti.