Chi assiste un disabile non è un fannullone, anzi fa il doppio lavoro.

Comunicato stampa del capogruppo PdCI alla regione Lazio, Maria Antonietta Grosso 

 “Egregio Ministro Renato Brunetta, chi assiste un disabile non è un fannullone, anzi fa il doppio lavoro”. E quanto comunica Maria Antonietta Grosso, capogruppo del PdCI alla Pisana e vicepresidente della commissione consiliare Lavoro e Politiche Sociali in risposta ad una proposta di emendamento predisposta  dal Ministro.

“Gli emendamenti all’art. 33 della legge 104/92 sull’assistenza alle persone disabili presentati dal Ministro della Pubblica Amministrazione e Innovazione Renato Brunetta al disegno di legge 1441 in discussione alla Camera sempre nell’ottica del riordino della Pubblica Amministrazione attraverso la lotta ai “fannulloni” – precisa il consigliere regionale - offendono tutte quelle persone che si fanno carico di superare la carenza di uno Stato che si sgrava sempre di più del dovere di occuparsi dei cittadini con disabilità.

Persone che non possono essere considerate “profittatori”. Invece di entrare nel merito della gestione e nell’organizzazione familiare della cura delle persone disabili – aggiunge Maria Antonietta Grosso - argomento di cui il Ministro dimostra di non possedere la conoscenza complessiva, sarebbe più rispettoso dei diritti dei cittadini disabili e dei loro familiari concentrarsi su una forte azione di controllo sull’effettiva applicazione e rispetto della legge 104 nei posti di lavoro, per un reale miglioramento della qualità della vita delle persone disabili.

Se ci si fosse stato un sincero confronto con i diretti interessati su questa tematica, probabilmente, si sarebbero individuate idee e soluzioni più adeguate e più opportune.

Come Comunisti Italiani – conclude Grosso - continueremo a batterci per il riconoscimento e la conquista dei diritti delle persone disabili e dei loro familiari, per il riconoscimento del diritto ad una vita di qualità, per l’ottimizzazione dei servizi e delle azioni sanitarie e sociali a partire dal comparto pubblico, per il diritto alla vita indipendente, per una vera inclusione sociale scolastica e lavorativa, per una modifica della legge 104 che realizzi una effettiva politica di conciliazione fra i tempi di lavoro e quelli di cura e gestione dei familiari disabili, per la difesa del diritto di usufruire della legge 104 anche se dipendenti privati, per la parificazione dell’assistenza ad un familiare disabile al lavoro usurante, per l’innalzamento delle pensioni di invalidità civile che oggi non consentano alle persone disabili una vita dignitosa”.