Scalini ed innalzamento dell'età pensionabile: il no del Pdci

La Rinascita on-line (4.5.07) -

Si andrà in pensione più tardi, non attraverso l'odiato scalone Maroni, ma con gli scalini del governo Prodi che hanno spessori diversi 

per il ministro del Lavoro dovrebbero essere di 24 mesi, per quello dell'Economia di 12 mesi conservando così l'effetto di arrivare alla pensione a 62 anni nel 2014 come prevede la riforma Maroni. E' quanto si apprende dai maggiori quotidiani italiani. Per martedì 8 è previsto l'incontro con le parti sociali.
Unanime il coro di preoccupazione e contrarietà all'innalzamento dell'età pensionabile che si leva dagli esponenti dei Comunisti italiani. Manuela Palermi, capogruppo Verdi-Pdci a palazzo Madama afferma: «Il governo Prodi ha la sua maggioranza in seguito ad un programma sottoscritto da tutti i partiti dell’Unione e quindi condiviso. Il fatto che periodicamente circolino “voci”      sull'innalzamento dell’età pensionabile e su una revisione dei coefficienti, che significa abbassamento delle pensioni, è un fatto intollerabile. Il problema vero è che le pensioni oggi sono troppo basse e l’unica cosa da fare è alzarle. Allo stesso modo l’età pensionabile può essere alzata solo su base volontaria ed incentivata. Non ci resta che sperare che questa ridda di voci venga messa a tacere sulla base di atti concreti, basati sul rispetto del programma: cioè abolizione dello scalone e no ad innalzamento dell’età pensionabile». Per il capogruppo del Pdci alla Camera, Pino Sgobio, «occorre abolire lo scalone e aumentare le pensioni basse. L'innalzamento dell'età pensionabile non è e non può essere all'ordine del giorno. Su questo bisogna dire una parola chiara e definitiva. La strada che il governo deve intraprendere è quella indicata dal programma: abolizione dello scalone introdotto dalla riforma Maroni e aumento delle pensioni più basse, che sono al di sotto dell'accettabile». Marco Rizzo, capogruppo per il Pdci al Parlamento europeo, avverte: «Nessuno si sogni di cambiare il programma sottoscritto dalle forze politiche che ora sostengono Prodi prima di vincere le elezioni. Bisogna togliere lo scalone e non toccare né l'età pensionabile né i coefficienti. L'ipotesi di andare in pensione a 62 anni nel 2014 è identica a quella della legge Maroni». Dino Tibaldi, vicepresidente della Commissione sugli infortuni sul lavoro e membro della Commissione Lavoro a palazzo Madama, prosegue nel ragionamento: «L'unica strada accettabile sia per chi va in pensione con il vecchio sistema che per coloro che vanno con il misto o con il contributivo è quello degli incentivi. Inoltre nessuno può dimenticarsi che nel programma del governo era previsto l'innalzamento delle pensioni più basse e un nuovo sistema di indicizzazione per tutte le pensioni in grado di garantire il mantenimento del potere d'acquisto, che negli ultimi 10 anni è diminuito del 34%, per tutti». Gianni Pagliarini, presidente della commissione Lavoro della Camera, afferma: «Tra pochi giorni riprende il tavolo tra governo e parti sociali sulla previdenza e, a quanto pare, cercano di prevalere mediaticamente coloro che, anche all'interno di Palazzo Chigi, seminano zizzania e diffondono 'indiscrezioni' irresponsabili'. In questo Paese il nodo cruciale è dare un futuro ai giovani: perciò l'urgenza è aumentare la base occupazionale per sconfiggere la precarietà e garantire una pensione dignitosa ai nostri figli».