
di Gemma Contin
Roma 30 maggio 2007
Oliviero Diliberto, segretario nazionale dei Comunisti italiani, non ha bisogno di presentazioni per i lettori di Liberazione . Cominciamo da un commento "a freddo" sui risultati elettorali.
E' evidente che c'è un segnale di forte disagio sociale, che impatta sul governo. Dopo un anno di governo Prodi perdiamo consensi. E' inutile girare attorno al problema. La cosa peggiore sarebbe quella di far finta di niente. Ma c'è una cosa peggiore del far finta di niente, ed è dar retta alla ricetta di Montezemolo.
Che valutazione dà della questione "Polo Nord"? Cos'è successo, a sinistra, in quelle città?
E' semplicistico dire che non ci ha votato il "popolo delle partite iva", perché quelli già non ci hanno votato nel 2006. Sono mancati i voti dei pensionati e dei lavoratori salariati, cioè di quelle persone che si aspettavano, una volta vinte le elezioni politiche, di vedere migliorata la loro condizione di vita. E questo non è avvenuto. Cosa, in particolare?
In generale il tema del salario. Quando al Nord scoppia il problema della casa e il salario non basta più, tanto meno le pensioni, beh, un governo che si definisce ed è di centrosinistra deve dare delle risposte. Per ora non sono venute. Io chiedo che vengano date subito. Vorrei ricordare un dato che tutti dimenticano: al Nord c'è più pubblico impiego che al Sud, sembra incredibile ma come numeri assoluti è così, e si chiude il contratto la notte dopo le elezioni. Vuol dire che non ci siamo! Noi abbiamo detto in tempi non sospetti che tenere una linea non di rigore ma di rigorismo, come ha fatto Padoa Schioppa, ci avrebbe fatto perdere le elezioni. E lo abbiamo detto prima, non dopo. Adesso traiamone le conseguenze. Al contrario, a L'Aquila, a Taranto, persino in Sicilia, laddove c'è stata una forte connotazione di sinistra, il voto ha premiato.
Una spiegazione?
Se è per questo anche a Gela, dove ha vinto, lasciatemelo ricordare, Rosario Crocetta, un coraggioso sindaco del Pdci. Bisogna ricordarle tutte, perché questo dimostra che non è vero che si vince al centro e che una proposta politica chiara può pagare.
Anche in realtà così disastrate?
Taranto e Gela sono due realtà fortemente disastrate. Non dimentichiamoci che Taranto rischia il dissesto delle finanze comunali.
Si tratta di questo: delle condizioni materiali di vita?
Sì, ne sono convinto.
Si tratta delle condizioni materiali di vita delle persone. A cui il governo non è riuscito a dare risposte credibili?
Questo governo ha fatto un'opera di positivo risanamento. Adesso però le nuove entrate fiscali devono essere messe tutte, o quasi tutte, nella spesa sociale. Salari e pensioni, ma anche scuola e cultura: il mondo della scuola è delusissimo.
Parliamo di docenti, di studenti?
Parliamo di ministri. Suggerirei, e sarebbe utile, una certa sobrietà. Gradirei che i ministri si attenessero scrupolosamente a un criterio di sobrietà prima di proporre delle cose come mandare i Nas nelle scuole. Una cosa che genera disorientamento, che dà una sensazione di estemporaneità e di faciloneria.
Proposte?
Bisogna dare dei segnali. Segnali di serietà. Sono queste cose che deteriorano più di tante altre. E poi ci sono degli stipendi che gridano vendetta a Dio e agli uomini: dalle circoscrizioni sino al Parlamento. E assieme agli stipendi, i privilegi, le prebende. Va ripresa una battaglia, lo dico da comunista a un giornale comunista, tipica di chi si definisce tale. Partiamo da noi stessi. Il Partito democratico farà quello che gli pare,ma noi partiamo da qui.
Questo risultato elettorale accelera, ritarda, frena i processi di aggregazione politica?
Secondo me li accelera.
Anche a sinistra?
Soprattutto a sinistra. Noi ci vedremo domani e lì dovremo mettere, come dire, nero su bianco delle proposte concrete e un percorso il più rapido possibile sulla via dell'unità.