
di Paolo Conti
Roma 22 febbraio 2007
Oliviero Diliberto, segretario dei Comunisti Italiani: alla fine dei conti, di chi è la colpa di tutto questo, cioè delle dimissioni del Governo Prodi? Simmetricamente di coloro che avevano sempre votato a favore del governo, nel versante centrista, e oggi no...quindi Andreotti, Cossiga e Pininfarina. Ma anche di quei due scellerati convinti di fare la rivoluzione e che risachiano ora di riconsegnare l'Italia Berlusconi. Bel risultato davvero. I due "scellerati" sarebbero dunque Fernando Rossi e Franco Turigliatto... Certo. Ma loro hanno un aggravante. I tre senatori a vita non sono stati eletti nel nostro schieramento. Quei due si. Hanno un vincolo di lealtà con gli elettori. La sua collega Manuela Palermi ha dato direttamente dello "stronzo"a Rossi. Condivide il tono ? Se potessi esprimermi andrei oltre ed aggiungerei altre parole. Se le meriterebbe chi rischia di far cadere il Governo più avanzato possibile e che si ritrova contro poteri forti come Confindustria, Vaticano, amministrazione Bush. Ma Rossi e Turigliatto si dichiarano comunque di sinistra... Si dichiarano così. Ma nei comportamenti non lo sono. Pensa che ieri quei due senatori siano stati al servizio del centrodestra? Nei fatti si. Senza il minimo dubbio. Ritrovarsi contro quei poteri forti, americani inclusi, è un concreto motivo in più per tenersi questo governo. Lei parla "poteri forti" come, per fare un esempio. L'amministrazione di George Bush. Vede addirittura una loro longa manus nel voto di ieri al Senato? Non lo escludo affatto. Non ho elementi, certo non ho prove. Ma l'ipotesi mi sembra abbastanza probabile. Il comportamento di Fernando Rossi vi farà cambiare atteggiamento, in futuro, nella scelta della candidature? Io ho cacciato Rossi dall'estate passata perché i Comunisti Italiani hanno sempre votato a favore del governo compattamente. Quando lo candidammo Rossi non era così." Lei immagina un Prodi bis? E Massimo D'Alema deve restare dov'è, cioè alla Farnesina? Prodi dovrebbe tornare al Senato subito, chiedere un voto di fiducia e verificare la maggioranza. D'Alema? Il miglior ministro degli Esteri. Sostiene Boselli: "Quando Bertinotti dice "se potessi andrei a Vicenza", le conseguenze prima o poi arrivano". Non pensa che quella di ieri sia una "conseguenza" di certe posizioni? Non è questo il punto. La sinistra dello schieramento è compatta con Prodi. E lo sarà in futuro. Ma chi ha tirato di più la corda: voi Comunisti Italiani o Rifondazione? Mai tirato la corda laddove non ero d'accordo l'ho dichiarato apertamente. E lo stesso ha fatto Rifondazione." E le vostre divisioni con quel partito? Le divisioni in questo momento, sono l'ultimo aspetto da accentuare. Il comune obiettivo è salvare la maggioranza e non fare alcun regalo alla destra e anzi, evitarle anche in futuro." Non si è pentito, in queste ore di aver partecipato a Vicenza e, prima ancora, alla manifestazione sui precari di novembre? Assolutamente no. Anzi, sono convinto di aver fatto un buon servizio al Governo. Lasciare la piazza in mano solo agli estremisti sarebbe un grave errore. Il nostro elettorato è composto anche da chi sta appunto lì, in piazza, e non dobbiamo lasciarlo solo. In fondo è lo stesso discorso del Capo dello Stato...A Vicenza c'è stata una maniferstazione pacifica perché c'erano gli elettori del centro sinistra e magari si, anche gli estremisti. Ma non solo loro. Perché c'eravamo noi. Infatti è andata benissimo. Pensa che D'Alema sia stato precipitoso dicendo: o c'è una maggioranza, o si va tutti a casa? Visti i presupposti del voto, quell'azzardo aveva un senso preciso. Troppo facile giudicare a posteriori. Ma adesso l'importante è mantenere i nervi saldi e ricompattarci. Il suo è un messaggio agli altri alleati per sostenere Prodi? Non ho bisogno di mandare messaggi. Sono stato l'unico segretario al di fuori dell'Ulivo a non candidarmi alle primarie proprio per sostenere Romano Prodi. C'è chi parla di allargamento della maggioranza. Siamo contrarti ad ogni papocchio. Larghe intese, allargamenti....Sarebbe la fine del bipolarismo. Un eventuale approdo dell' Udc? Se si tratta di spostamenti di singole personalità. È una faccenda ma se entrasse l'Udc, cambierebbe la maggioranza. Però dubito che Casini abbia questa intenzione.