(Da LA RINASCITA ON-LINE)Diliberto a chiusura del Comitato centrale del PdciDopo due giorni di dibattito, si sono chiusi i lavori del Comitato centrale dei Comunisti italiani, che ha stabilito che il partito andrà a congresso in luglio, parallelamente al Prc Un dibattito ampio e ricco, quello che si è svolto a Roma, al termine del quale, pur con delle accentuazioni diverse, è stato condiviso l'impianto della relazione del segretario Oliviero Diliberto ed è stata votata praticamente all'unanimità la costituzione di una commissione politica che avrà il compito di redigere il documento congressuale del quale si discuterà nel corso del prossimo comitato centrale, previsto nell'arco di qualche settimana.
Il segretario nazionale, al termine ha sintetizzato la proposta politica del partito, spiegando che «la linea è ricostruire la sinistra partendo dai comunisti. Per questo rilanciamo la proposta, rivolta a Rifondazione e a quanti si sentono comunisti pur non aderendo a nessun partito, di un processo di riunificazione, sulla scorta dell'appello uscito dopo le elezioni e promosso da intellettuali, quadri operai e personalità della sinistra».
E rispondendo indirettamente a Nichi Vendola e Fabio Mussi, Diliberto sottolinea il senso ed il valore di questa proposta: «Vorrei segnalare che nel 2006, con quelle bandiere criticate da Vendola, i comunisti hanno preso tre milioni di voti, mentre l'Arcobaleno, che rappresenta il “nuovo”, ha preso un milione e 100 mila voti insieme a Verdi e Sinistra democratica: di nuovismo si muore».
Rispetto invece ad un'intervista rilasciata da Fabio Mussi al Manifesto, nella quale il leader di Sinistra democratica criticava la proposta del Pdci, rilanciando l'unità a sinistra degli ex soggetti dell'Arcobaleno - anche se non tutti – Diliberto afferma di trovare «singolare che una lista Arcobaleno che ha preso il 3% venga riproposta alle Europee: mi sembra che non solo contraddica un'analisi politica ma il buonsenso».
(11.5.08)
Questi gli ordini del giorno votati ed approvati dal Comitato Centrale del Pdci del 10-11 maggio. Primo OdG
Sabato 17 Maggio 2008, Manifestazione “Nicola è ognuno di noi”.
Per sconfiggere insieme la paura scendiamo in piazza per svegliare la città che troppe volte ha girato la testa, non deve farlo anche questa volta e mai più. Mobilitiamoci e riprendiamo la parola prima che l'ipocrisia riscriva anche questa storia.
Per una Verona e un Paese liberi dalla paura. Per una Verona e un Paese liberi dall'odio.
Per una Verona e un Paese liberi da vecchi e nuovi fascismi, liberi dall'intolleranza, dal razzismo, dall'ignoranza.
Perché esiste una Verona e un'Italia coraggiosa, aperta e indignata. Per guardarsi all'interno, riconoscere il male profondo del nostro tempo e delle nostre città.
Nel 2008 a Verona si muore ancora di fascismo. Al posto di Nicola poteva esserci ognuno di noi.
Il Comitato centrale aderisce all'appello e si mobilita per la manifestazione di sabato 17, ore 15, Stazione Verona Porta Nuova.
(Presentato da Nicola Atalmi).
Secondo OdG
Il Comitato Centrale del Partito dei Comunisti italiani, riunito a Roma il 9 e 10 maggio 2008, esprime solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici della SOGEFI di Mantova, la Spa del gruppo CIR-Di Benedetti (proprietaria anche del gruppo “La Repubblica-L'Espresso” e dei quotidiani locali tra cui “La Gazzetta di Mantova”) che il 30 aprile 2008 ha licenziato in tronco, con provvedimento collettivo, tutti i 230 dipendenti della fabbrica che è oggi occupata e prosegue la produzione autogestita, ed assicura ai lavoratori ed alle lavoratrici, alle RSU ed al sindacato, tutto il proprio impegno istituzionale e sociale nella lotta per chiedere l'immediata riassunzione e la garanzia del sito produttivo che continua a perseguire forti utili economici e finanziari e la cui proprietà ha deciso di delocalizzare all'estero.
Esprime altresì solidarietà con le lavoratrici della catena di distribuzione di abbigliamento “Emme Esse” di Borgoforte di Mantova che, il 30 aprile 2008, ha licenziato 19 operaie che erano state assunte da una coop di somministrazione di manodopera con la formula dei soci-lavoratori senza alcun diritto di liquidazione, rimpiazzate da altrattante operaie straniere sottopagate, e che dal 1° maggio stanno picchettando la fabbrica ed hanno lanciato l'iniziativa di boicottaggio della catena “Emme Esse”.
I Comunisti italiani sostengono la lotta delle lavoratrici e del sindacato per la riassunzione delle operaie licenziate e per il rispetto dei diritti delle operaie e di tutti i dipendenti dei negozi “Emme Esse”.
Terzo OdG
I membri del Comitato centrale del Partito dei Comunisti italiani, considerata la lettura che la stampa ha dato delle dichiarazioni del Presidente della Repubblica in merito ai rigurgiti comunisti e naziskin respingono fermamente tali giudizi e accostamenti.
Con il dovuto rispetto per la massima carica dello Stato fanno presente al Presidente Napolitano il ruolo che sempre hanno avuto i comunisti in Italia per la democrazia, la libertà, la difesa dei diritti.
Essi ricordano sempre con rispetto il ruolo fondamentale dei comunisti nella lotta antifascista, nella liberazione dell'Italia dal nazifascismo, nella costruzione della Repubblica italiana, nella lotta al terrorismo e per lo sviluppo della democrazia politica e sociale in Italia.
(Presentato da Giovanni Bacciardi).
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