Bertinotti lancia il programma

Diliberto: «Lavoro, pace, lotta al precariato e laicità dello Stato»

(21.2.08) da "LA RINASCITA ON-LINE" - Il Piccolo Eliseo si è dimostrato davvero troppo piccolo per il popolo della Sinistra-l'Arcobaleno che ieri si riunito a Roma per seguire il lancio del programma elettorale del soggetto unitario formato da Pdci, Prc, Verdi e SdAlla kermesse aperta da Daniele Silvestri non riescono a partecipare tutti e prima di entrare Fausto Bertinotti si sofferma fra la folla di militanti e simpatizzanti dei quattro partiti. «Siamo più del previsto, vuol dire che verso questa Sinistra-Arcobaleno c'è una grande attenzione», dice il presidente della Camera e promette per domenica 2 marzo un appuntamento in un cinema di Roma dove possano entrare tutti.
Con Bertinotti entrano nel teatro anche i leader del Pdci, Oliviero Diliberto, del Prc, Franco Giordano, e dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio, assente giustificato per motivi di salute il leader di Sd, Fabio Mussi.


Nella sala in cui non ci sono i simboli dei partiti ma solo quello della Sinistra-l'Arcobaleno la presentazione del programma avviene in modo originale, non è infatti affidata ad un testo scritto ma alla testimonianza di cinque persone che raccontano storie di ordinaria quotidianità ma che rappresentano anche i temi cari alla sinistra. E così si alternano sul palco un ragazzo magrebino che racconta le condizioni di vita dei migranti a causa della legge Bossi-Fini; un medico che espone i danni causati all'ambiente e alle persone dalle centrali a carbone; parla invece di precarietà una ragazza di 30 anni che lavora in nero; tocca poi ad un giovane omosessuale parlare di disagio e intolleranza; infine la testimonianza di una figlia che ha perso il padre per colpa della mafia.

Solo dopo questi interventi sale sul palco Bertinotti che saluta con un «cari compagni e compagne, cari amici ed amiche» e riassume così l'intento politico de la Sinistra-l'Arcobaleno: «Oggi c'è l'idea di voler rappresentare tutto, noi facciamo un'eccezione: siamo di parte. Staremo da una parte sola, rispondendo ad una domanda di cambiamento, di trasformazione e lotta alle ingiustizie». In risposta al programma liberista delle destre e a quello troppo moderato del Pd, la Sinistra l'Arcobaleno risponde con un programma che propone un'alternativa al capitalismo: lavoro, salari, diritti civili e ambiente tra i primi posti, ma anche laicità dello Stato e lotta alla precarietà.
La Sinistra-l'Arcobaleno, prosegue nel suo intervento Bertinotti, nasce «per costruire insieme quello che non siamo riusciti a fare ognuno per la sua parte», per percorrere insieme una strada di resistenza e cambiamento.

Lavoro, pace e lotta al precariato, sono quindi le parole chiave di questa sinistra che vengono ribadite anche dal segretario del Pdci, Oliviero Diliberto, che sottolinea la necessità di insistere su un altro punto «di drammatica attualità: la laicità dello Stato».
Diliberto interviene anche sulla mancata alleanza con il Pd e attacca: «E' Veltroni che ci ha escluso». Infine ai giornalisti che chiedono al segretario del Pdci un intervento sulla questione del simbolo della Sinistra-l'Arcobaleno in cui non è presente la falce e martello Diliberto risponde che è stata una rinuncia difficile, in ogni caso «il nostro simbolo resta, ma proseguiamo sulla strada dell'unità».

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Sono molto contento che

Sono molto contento che finalmente si siano dette parole di sinistra! Avanti così e speriamo che i media ci concedano più spazio, e che diamine!