Dov'è finita la società civile?

La sera d'estate a cena, una famiglia media italiana, marito moglie figlia piccola, cena in giardino davanti all'ingresso di casa. Visto così, un bel quadro familiare, non c'è che dire. Peccato che poche ore prima, durante il pomeriggio, due operai rumeni privi di qualsiasi protezione e per conto della stessa famiglia, stavano smontando un tetto in amianto di una baracca posizionata a circa 10 metri dal posto dove ora la spensierata famiglia sta cenando. Cosa c'è di scandaloso in tutto questo? In fondo qualcuno potrebbe dire, anche giustamente, che è un bene che queste sostanza venga sostituita con qualcosa di innocuo. Giusto. Tutto sta nel capire come questa sostituzione viene fatta.
L'amianto, finché è fermo, non è di per sé un pericolo.
Il problema c'è nel momento in cui deve essere smaltito. In soldoni, non si possono prendere due poveracci, pagarli probabilmente al nero, e fargli trapanare l'amianto. Si mette in pericolo la loro vita, quella dei vicini, la propria. E se tutto ciò non bastasse, magari bisognerebbe ricordarsi di avere una moglie e una figlia piccola.
E invece completo menefreghismo, tanto le disgrazie capitano sempre agli altri, tanto è sempre giusto fare le cose fuorilegge perché lo stato ci vuole sempre dissanguare pure per togliere pochi metri quadrati di amianto, e poi la sera mangio all'aperto in barba alle sottilissime polveri che potrebbero essersi disperse durante i lavori.

Abbiamo dei parlamentari e gran parte della classe politica di tale fattura perché noi per primi siamo dei farabutti, dei ladri, degli incivili, dei menefreghisti. Odiamo la nostra città, i nostri vicini e i nostri figli. E siamo pure ignoranti e fieri di esserlo. E abbiamo sempre ragione, anche quando siamo dalla parte del torto. E sappiamo che nessun vigile potrà fermarci perché arriveranno sempre troppo tardi quando ormai l'amianto sarà stato seppellito sotto qualche terreno. Sotto quello del proprio giardino o, più probabilmente in qualche terreno dove si sta per edificare l'ennesimo palazzone.
Tutto questo è avvenuto nella completa indifferenza dei vicini, dei carabinieri che non avevano vetture per intervenire, dei vigili che affermano che tocca fare l'esposto e che poi l'asl verrà a verificare (verificare cosa, se nel frattempo l'amianto verrà sepolto chissà dove?), del corpo forestale che dopo le sette di sera nemmeno risponde al telefono, della polizia che dice che non sono competenti in questo comune.
E avverrà ancora nel futuro.
Perché siamo fatti così, allergici al vivere civile, al rispetto del prossimo.
Pronti a sfrecciare al primo incrocio, incapaci di comprendere le regole di una rotatoria, pronti a parcheggiare in doppia fila per andare al baretto preferito. Tanto i vigili non possono e non vogliono far niente perché ognuno di noi ha un amico in grado di toglierci la multa.
Siamo degli esseri spregevoli. Ci diciamo di sinistra, ma non vediamo l'ora di azzannare il prossimo non appena si gira di spalle. Oppure ci diciamo di destra, ma chissà perché siamo sempre contro a qualsiasi liberalizzazione che apra il mercato e abbassi i prezzi. Ci diciamo cattolici ma siamo sempre i primi a odiare il rumeno o l'albanese o il marocchino che ci ha appena aiutato in qualche lavoretto rischioso. Ci pensiamo liberali, ma siamo i primi a puntare il dito contro gli omosessuali rei di tenersi per mano in pubblica piazza.
Ci crediamo esseri umani ma non siamo in grado di scandalizzarci per le scritte fasciste che infestano questa città, mentre siamo sempre pronti a preoccuparci se appare una scritta di qualche presunto anarco-insurrezionalista sui muri di una chiesa.
Non ci scandalizziamo se un terreno non edificabile viene edificato, ma ci lamentiamo se una manciata di italiani vuole bloccare la TAV per non compromettere l'ambiente.

Vogliamo innalzare l'età pensionabile mettendo come scusa il futuro dei giovani, ma intanto i giovani o sono precari o sono dei nullafacenti e in entrambi i casi nessuno ha qualche proposta concreta.

Dopo questa breve panoramica sull'italiano medio, non vi sentite un po' più schifosi?

commenti

ideologie distorte

Si, sono d'accordo. Come spesso accade, sono d'accordo con te Alessio.

Per sentirmi schifoso, però, dovrei sentirmi in colpa o sapere di essere in torto, bhè, non mi rispecchio per nessuna delle cose dette, anche se parlavi di un generale.

Sai un'altra cosa che è sinonimo di idiozia (e di questo me ne accuso! sigh!) non avere la coscienza di dire che c'è una profonda differenza tra una maglietta di destra, inneggiante a frasi mussoliniane o comunque fasciste e la maglia con sopra Ernesto Guevara. E discorsi del genere l'ho sentiti in bocca da gente di sinistra, gente che diceva che si, essendo vietato il simbolo fascista era giusto che sia negato anche l'immagine del "Che". Roba da drizzar i capelli in testa.

non si tratta di simboli

Il problema qui a Fiano secondo me non sono tanto i simboli. Non ci vuole niente a indossare una maglietta con Che Guevara o con falce e martello, tanto tutti siamo di sinistra, compreso chi toglie l'amianto illegalmente.

Il problema è che nella realtà siamo tutti delinquenti, chi più e chi meno. E ovviamente l'amianto è solo la punta dell'iceberg, l'aspetto più palese perché visibilmente dannoso per la salute. Se nemmeno questo smuove l'indignazione della gente, siamo freschi.