I giovani della FGCI

Università, precariato e lotta alla mafia

(da "LA RINASCITA ON-LINE")


Intervista al nuovo coordinatore nazionale della Fg.c.i.

Giovani e sinistra: la coppia non scoppia

di Francesco Francescaglia

 Roma 18 dicembre 2006

 Ci fa piacere che un grande quotidiano nazionale come “la Stampa” si occupi di giovani e politica, tema sempre ai margini del dibattito e spesso trattato con superficialità. Ci fa ancor più piacere notare che ormai la Fgci è riconosciuta come una organizzazione ben radicata e stabilmente presente nella scena politica nazionale. Ci convince meno, invece, la tesi dell’articolo del 14 dicembre di Mattia Feltri “Giovani e sinistra, la coppia scoppia”: la sinistra perde nuove leve e guadagna nuovi contestatori. È vero il contrario. La crisi verticale della partecipazione alla vita dei partiti (la “democrazia che si organizza”, secondo l’illuminante definizione di Togliatti) non riguarda, purtroppo, solo i giovani. I grandi partiti di massa non ci sono più. Confrontare, quindi, gli iscritti alle giovanili di partito attuali con quelli della Fgci del vecchio Pci ha poco senso. Pur volendolo fare, come Mattia Feltri ha fatto, c’è da rilevare, allora, alcuni dati. La Fgci di Berlinguer aveva quasi 450.000 iscritti e in quel momento il Pci viaggiava sopra i 2 milioni di iscritti (i giovani erano circa il 20%). All’inizio degli anni ’90 i giovani scesero a 50.000 a fronte di 1 milione e 400 mila iscritti al partito (il 3,5%). Una crisi enorme. Giuliano da Empoli, sociologo collaboratore di Rutelli, sostiene che la sua generazione (33 anni) è stata apolitica, quella successiva (tra i 20 e i 25) sarebbe antipolitica, perché tendenzialmente no global. È un’analisi sbagliata. Oggi i ventenni sono cresciuti a ridosso della stagione della fine delle ideologie e della crisi della prima repubblica. Sono cresciuti a pane e retorica massmediatica antipartito. Malgrado ciò i giovani non hanno rinunciato alla politica. Il movimento di critica alla globalizzazione ha fatto acquisire una nuova coscienza politica ed è stato sostenuto da una grande ondata di partecipazione dei giovani. Non bisogna confondere l’antipolitica con l’antipartitismo. La prima non c’è, o c’è sempre meno (non si spiegherebbero sennò le manifestazioni di questi anni con milioni di persone, compresa l’ultima della destra). La retorica antipartito, invece, è più viva che mai non solo grazie al berlusconismo, ma anche grazie all’idea del partito leggero, dei gazebo del partito democratico, delle primarie sostenute da Rifondazione: tutte idee che sottendono un’idea plebiscitaria e leaderistica della politica, tutt’altro che democratica, in nome di un nuovismo che accresce i mali invece che risolverli. Malgrado la vulgata oggi dominante le giovanili di partito non se la passano poi così male. La Sinistra Giovanile dei Ds con oltre 45.000 iscritti è quella che ha il peggior rapporto giovani/adulti: circa l’8% degli oltre 500.000 iscritti ai Ds. I Giovani Comunisti sono circa il 16% degli iscritti a Rifondazione (15.000 su quasi 100.000). Noi della Federazione Giovanile Comunisti Italiani - Fgci - siamo oltre 6.000 su circa 33.000 iscritti al Partito (che fa il 18%). Tutti dati ben al di sopra del 3,5% di giovani della Fgci negli ultimi tempi del Pci. Anche in termini assoluti a sommare i giovani di Ds, Prc e PdCI si superano i 50.000 della Fgci inizio anni ’90 (ma i 3 partiti insieme arrivano a stento alla metà degli iscritti del Pci). Segno, quindi, di una notevole ripresa della capacità di attrarre la partecipazione giovanile a sinistra, non di un suo calo. E, a ben vedere, più a sinistra si colloca il partito, più cresce il tasso di adesione dei giovani. Questo perché le giovanili di sinistra non rinunciano a dire ciò che pensano (forse anche per questo, mi sia consentito, il PdCI è un partito più giovane di Rifondazione). La tesi va capovolta: la sinistra guadagna nuove leve senza essere “massimalista” ed ha la capacità di tenere i giovani comunque dentro un quadro unitario di coalizione di governo. È altresì vero che “la sinistra moderata resta fregata”, come sostiene Giuliano da Empoli, ma bisognerebbe interrogarsi sul perché. I giovani aderiscono ad un progetto politico di trasformazione della società: i Ds non ce l’hanno più, non hanno più una identità marcata, un progetto forte in grado di attrarre. I giovani, ad esempio, alla favoletta della flessibilità/precarietà male ineludibile col quale fare i conti non credono più, ma sono convinti che sia possibile voltare pagina, cambiare andazzo, costruire una società diversa. E spesso vedono deluse le loro aspettative da un centrosinistra che non li capisce, che non risponde ai loro bisogni. Se Prodi comprendesse questo risolverebbe molti dei suoi problemi di consenso; invece, la cosiddetta “fase due”, o quello che sarà, con la riforma delle pensioni e le liberalizzazioni, rischia di andare esattamente nella direzione opposta e di allontanare ancora di più i giovani dalla “sinistra moderata”. Sarà interessante vedere quanto il partito democratico saprà entusiasmare e coinvolgere i giovani. Crediamo molto poco.

Fgci. Appello a Prodi contro la mafia.

Appello al presidente del Consiglio Romano Prodi
I GIOVANI CONTRO LE MAFIE PER UN GOVERNO CHE SCONFIGGA LA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA 14 novembre 2006

Egregio Presidente,
siamo i giovani che non ci stanno a convivere con la mafia; siamo i giovani che non si rassegnano a combattere per sempre la criminalità organizzata, perché siamo intenzionati a sconfiggerla; siamo i giovani che non attendono efferati fatti di sangue per scendere in piazza, perché del nostro rifiuto ai sistemi mafiosi facciamo una costante della nostra azione politica. Abbiamo animato le piazze: come quando il 18 febbraio eravamo con 10.000 studenti del meridione a Reggio Calabria a gridare "su la testa!" contro le mafie e per l'accesso ai saperi.

Autunno caldo e Fgci: manifestiamo le nostre idee di Francesco Francescaglia

Roma 8 novembre 2006 Il centrosinistra è al governo, non per questo rinunciamo a manifestare le nostre richieste, le nostre idee. Non per questo rinunciamo alle nostre battaglie. Anzi, le conduciamo con più forza, proprio perché sappiamo, speriamo, che questo governo delle risposte ce le possa dare. Per questo la Fgci era in piazza il 4 novembre contro la precarietà e per chiedere l’abrogazione delle riforme Moratti, della Legge 30 e della Bossi-Fini.

AVVISO

E' ormai giunta l'estate compagni e compagne della FGCI...Credo che la cosa migliore sia goderci le vacanze e ricominciare la nostra attività politica a settembre; volevo però informarvi che ho personalmente parlato con Michele Capuano, addetto stampa del PdCI alla regione, e mi  ha confermato che il nostro giornalino si può fare!!!Inoltre dal 29 luglio al 6 agosto a Livorno si terrà il II raduno nazionale della FGCI, chiunque voglia informazioni più dettagliate può contattarmi!!!BUONE VACANZE A TUTTI
                                                                   Il segretario della FGCI  Matteo Capasso

AVVISO

Si comunica a tutti gli iscritti della FGCI, che il giorno 18/06/06 alle ore 21.00 presso la sede del partito in Via Antonio Gramsci n° 1, è convocata l’assemblea della federazione per discutere dei seguenti argomenti:

  • Iniziative per il referendum costituzionale del 25 e 26 Giugno
  • Tesseramento
  • Proposta  progetti creativi
  • Varie ed eventuali

FGCI-I giovani uniti non possono essere vinti-FGCI

                                                                                                           
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