Notizia del 11 agosto 2006 - 11:40 (www.liberoblog.libero.it)
E se fosse una montatura?
La guerra in Iraq ha perso il consenso dell'opinione pubblica mondiale, la crisi in Medioriente mette in una posizione difficile Usa e Gran Bretagna: in questa situazione, chi può avere interesse a diffondere il panico?
E se fosse tutta una montatura?
di Patrizio Roma
L'Europa si è svegliata riscoprendo vecchie paure. Tutti i voli di linea verso Londra sono stati cancellati per timore di nuovi attentati dalle proporzioni inimmaginabili, mentre il Governo inglese ha comunicato di aver arrestato 21 presunti terroristi britannici di religione musulmana e di origine pakistana. L'Occidente è nuovamente in subbuglio, la tensione è tornata altissima a poco più di un anno dalle bombe umane della tube londinese. Ora, forse è inopportuno lanciare questo tipo di provocazione. Ma se non fosse vero niente? Se la notizia fosse inventata, creata ad arte dall'intelligence britannica? I moventi del resto non mancherebbero. La guerra in Iraq ha perso totalmente il consenso dell'opinione pubblica mondiale, soprattutto nell'ultimo anno di calma apparente sul fronte attentati.
Perché allora creare nuove paure? Questa volta non si tratterebbe di giustificare quello che è stato. Ma quello che verrà. Che la situazione internazionale stia attraversando un momento estremamente delicato è sotto gli occhi di tutti. I continui riferimenti alle minacce provenienti dall'Iran non fanno sperare niente di buono. Ecco allora che si è resa necessaria una nuova ondata di incertezza. Presidenti ed esperti di politica estera sono tornati a parlare di obiettivi sensibili, guerra all'Occidente, nuove alleanze di Al Qaeda, armi chimiche, razzi e testate nucleari. Ma chi è che controlla realmente l'informazione mondiale? Chi è che traduce i testi di Bin Laden (sempre che esista questo fantomatico babbo natale cattivo che lancia appelli da non si sa bene dove)? Quale agenzia batte notizie di presunti siti web arabi dove vengono annunciate nuove stragi contro i crociati?
Grazie al caso Abu Omar dello scorso mese abbiamo avuto la percezione di come sia facile creare notizie false. Perché allora non provare a guardare oltre? Nessuno nega l'esistenza di fanatici islamofascisti pronti a farsi saltare in aria in nome della gloria eterna, prigionieri di una sottocultura arcaica dominata e manovrata. Ma cosa realmente è stato fatto in questi tre anni per risolvere la questione mediorientale? Sempre che si possa parlare di questione, per così dire, loro visto che si tratta di chiari interessi occidentali nella regione. Nulla. Le guerre e l'occupazione militare non sono state interrotte, anzi è stata ricreata ad arte, attraverso la delegittimazione della figura di Arafat, una situazione insostenibile in Palestina, che ha portato come naturale conseguenza alla guerra di Israele al Libano. Come finirà? Basta essere degli attenti osservatori per capire che prosegue l'accerchiamento degli Usa a Siria e Iran. Che poi la scusa sia sempre la stessa poco importa. Che poi non ci siano prove di tutto questo, interessa ancora meno. Come dicevamo prima: chi è che davvero produce le notizie? Chi ci racconta cosa sta accadendo in Libano? Che fine ha fatto il fosforo bianco? E le armi di Saddam? Di fatti, per il momento, ne vediamo pochi. E ne conosceremo sempre meno.
Tratto da: Noantri
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