1° maggio - Dalla parte del lavoro

Il lavoro innanzi tutto. Perché lo dice la Costituzione nel primo, importante articolo che recita «L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro»Perché la mancanza di sicurezza è una piaga umana e sociale che ancora, nel 2008, non è stata debellata.
Perché in Italia si contano in media quattro omicidi al giorno, perché morire in un cantiere o in una fabbrica non è una fatalità, seppur tragica, ma un crimine troppo spesso impunito.
Perché un'altra grande piaga italiana, quella della precarietà del lavoro, diventa precarietà della vita, del futuro.
Perché i troppi contratti ancora in attesa di rinnovo rimangono congelati, come i diritti dei lavoratori che dovrebbero essere tutelati da questi, con tanti ringraziamenti della classe padronale, che ne attende fiduciosa la definitiva cancellazione.
Perché “arrivare a fine mese” è oggi una chimera, a causa di salari e pensioni inadeguati al costo della vita reale.
Perché........
I comunisti lo sanno e per questo continueranno a lottare, per “cambiare lo stato di cose esistente”, il Primo maggio come ogni altro giorno dell'anno, fuori dal parlamento – per ora – ma nelle piazze, nelle fabbriche, nel Paese.

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