M. A. Grosso del PdCI, visita le strutture sanitario-ospedaliere di Monterotondo, Palombara e Guidonia.

 Il Presidente della Commissione Politiche Sociali della regione Lazio, Maria Antonietta Grosso del PdCI, dopo diverse sollecitazioni provenienti da numerosi cittadini, operatori sanitari e la stessa federazione dei Comunisti Italiani di Tivoli, ha visitato le strutture sanitario-ospedaliere dei comuni di Monterotondo, Palombara e Guidonia per rendersi conto personalmente dei problemi che le riguardano.“E’ stata un’esperienza interessante - dichiara Maria Antonietta Grosso – che, tuttavia, nonostante il forte impegno degli operatori sanitari, dei medici, del personale tutto,  ha messo a nudo gravi, se non drammatici, problemi che se non risolti mettono a rischio lo stesso diritto alla sanità per come è previsto dalle leggi e dalle nostre buone intenzioni. A Guidonia, ad esempio – precisa il consigliere dei Comunisti Italiani – vi è un reparto per la Tutela della Salute Mentale e della Riabilitazione in età evolutiva che dispone di soli due neuropsichiatri, per un impegno complessivo di 38 ore settimanali, che dovrebbero far fronte a migliaia di pazienti. I quattro psicologi che collaborano si trovano fuori dal reparto per mancanza di spazi e hanno sede in altri territori. Attualmente – precisa Maria Antonietta Grosso – sono circa tremila le cartelle da esaminare che corrispondono a problemi urgenti i quali, incredibilmente, possono essere affrontati, per una visita iniziale, non prima di 14 mesi e molti altri ne devono trascorrere per l’educazione e  rieducazione della voce, del linguaggio scritto e orale e della comunicazione in età evolutiva, adulta e geriatria. Come ci si può occupare di persone con disturbi foniatrici (disfonia, disfagia, disartria e deglutizione atipica, disodie, difficoltà di linguaggio legati alla sordità, balbuzie), disturbi neuropsicologici (ritardi di sviluppo del linguaggio, disturbi fonologici, disturbi dell'apprendimento, ritardi mentali, disturbi dell'attenzione), disturbi neurocomportamentali (causati da traumi cranici, eventi patologici cerebrali, autismo, demenza) in una struttura fatiscente, modesta e che necessita di personale? Dovremmo accelerare i tempi legislativi per l’istituzione di un Centro di Accesso Unificato per la Disabilità e creare le condizioni di pari trattamento per tutti e tutte in qualsiasi località, piccola o grande, della nostra regione. Risanare i disastri ereditati dalla precedente Giunta di centrodestra e l’enorme debito da affrontare deve corrispondere, soprattutto quando si chiedono sacrifici ai nostri cittadini, ad un servizio adeguato e funzionante. Intervenire sui neonati con problemi di disabilità significa – afferma con emozione Maria Antonietta Grosso – preoccuparsi degli adulti di domani e significa anche misurare il nostro grado di civiltà. Non meno preoccupante è la situazione dell’ospedale di Palombara, una megastruttura simile ad una cattedrale nel deserto che attende di essere completata per farne un presidio sanitario efficiente quanto necessario. Forse la situazione migliore l’abbiamo a Monterotondo anche se settanta posti letto devono far fronte alle esigenze di una popolazione con oltre duecentomila potenziali utenti, anche se mancano, per una TAC o altri interventi, apparecchiature moderne, anche se i lavoratori del pronto soccorso, un groviglio di barelle, sedie e carrozzelle, sono gli stessi che operano nei reparti. A loro il nostro plauso per il grande lavoro che svolgono e a noi, come regione, il compito di prestare maggiore attenzione ad un diritto davvero da affrontare, oltre facili slogan, come atto d’amore verso la nostra popolazione e la stessa sanità pubblica. Molto si sta facendo ma dobbiamo e possiamo fare di più, soprattutto per le fasce sociali più deboli e bisognose”.

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