Il caso RCTV, seconda parte

Ieri, sempre su Carmilla, è uscita la seconda parte del caso che vede contrapposto Chavez al resto del mondo sulla chiusura di una nota televisione privata venezuelana. Vada qui, chi si fosse perso la prima parte.

Di seguito, alcuni stralci del pezzo:

"Il copione del colpo di Stato era stato scritto in funzione dell’azione delle televisioni. Per mesi il loro ruolo è stato di “avvelenare” la gente, entrare nella testa della gente, con trasmissioni appositamente confezionate, con la finalità di portare la gente a un odio parossistico verso Chávez."

"Le televisioni, artefici del golpe, avevano preso in affitto da mesi le terrazze degli edifici che offrivano la migliore visuale per riprendere gli avvenimenti. Perché affittare un terrazzo in prossimità del Puente Llaguno, quando non era minimamente prevedibile che lì potesse succedere qualcosa?
La complicità delle televisioni nel golpe non è comprovata solo da documenti e testimonianze. Ci sono le confessioni in diretta degli stessi protagonisti. La mattina del 12 aprile 2002, nella certezza di aver conquistato il potere, i vari partecipanti confessano in diretta come erano stati pianificati gli eventi."

"Una delle principali accuse rivolte a Chávez, da parte dei media mondiali, ovviamente manipolati dall’informazione statunitense, è quella di essere un dittatore, di aver accentrato tutti i poteri. Falso. Niente di più falso! In Venezuela esiste una netta divisione fra i classici poteri di uno Stato: legislativo, esecutivo e giudiziario. Ma risulta anche che uno di questi tre poteri, quello giudiziario è praticamente al servizio dell’oligarchia. Si spiega solo in questo modo come mai, di fonte alla presenza di reati gravissimi, accertati e confessati, quali la preparazione e consumazione di colpi di Stato, assalti ad ambasciate, attentati terroristici, omicidi ed assassini di giudici, praticamente nessun colpevole finisca in carcere."

"Risulta che il vice ammiraglio Ramírez, uno dei principali militari coinvolti nel golpe. è l’artefice della lettura in televisione, il giorno del colpo di Stato, di un comunicato in cui si annunciava che a Caracas c’erano già sei morti e Chávez ne era il responsabile; pertanto i militari disconoscevano l’autorità del presidente.
Da una confessione del giornalista della CNN, Otto Neutchtel, che faceva parte di una troupe televisiva incaricata di registrare questo famoso comunicato, sappiamo che la registrazione avvenne la mattina del golpe, molte ore prima che in Caracas ci fosse il primo morto. La registrazione avvenne nella casa di un famoso giornalista, Napoleon Bravo, coinvolto direttamente con la sua televisione, Venevision, la principale Tv del Venezuela in questo golpe. E’ uno dei famosi giornalisti rei confessi la mattina del 12 aprile.
Nessuno dunque è mai finito in galera, a parte il proprietario di Globovision agli arresti domiciliari."

Rispondi

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
  • Allowed HTML tags: <a> <p> <em> <strong>
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.

Maggiori informazioni sulle opzioni di formattazione.