Appello al presidente del Consiglio Romano Prodi
I GIOVANI CONTRO LE MAFIE PER UN GOVERNO CHE SCONFIGGA LA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA 14 novembre 2006
Egregio Presidente,
siamo i giovani che non ci stanno a convivere con la mafia; siamo i giovani che non si rassegnano a combattere per sempre la criminalità organizzata, perché siamo intenzionati a sconfiggerla; siamo i giovani che non attendono efferati fatti di sangue per scendere in piazza, perché del nostro rifiuto ai sistemi mafiosi facciamo una costante della nostra azione politica. Abbiamo animato le piazze: come quando il 18 febbraio eravamo con 10.000 studenti del meridione a Reggio Calabria a gridare "su la testa!" contro le mafie e per l'accesso ai saperi.
Abbiamo analizzato il fenomeno della "nuova mafia": come quando ci siamo trovati a Gela con politici, come Beppe Lumia e Orazio Licandro, con giornalisti, come Marco Travaglio, con esponenti del mondo dell'associazionismo, come Tano Grasso e Don Ciotti, con magistrati, imprenditori, commercianti, avvocati e cittadini per comprendere cosa succede intorno a noi, nelle nostre scuole, nelle nostre città, nel nostro Stato, per cominciare a capire la nuova mafia, la sua presenza all'interno del sistema di potere italiano, per analizzare quali sono i mezzi che abbiamo, e di quali avremmo bisogno perché la nostra battaglia sia efficace e produca risultati concreti.
Abbiamo compreso che bisogna sfatare un mito antico: i mafiosi non vanno più in giro con la coppola e la lupara, la nuova mafia non è più un fenomeno che riguarda i ceti più poveri e poco alfabetizzati, ma è presente in modo consistente tra i cosiddetti "colletti bianchi": imprenditori, professionisti, amministratori e politici. La nuova mafia non è un fenomeno solo meridionale, ma riguarda ormai tutto il paese, anzi, al Nord agisce con minore disturbo in un ambiente in cui si tende a sottovalutare la sua presenza ed azione. La nuova mafia ha un giro d'affari di 100 miliardi di euro ogni anno, un danno enorme all'economia italiana.
Abbiamo studiato molto, soprattutto il "modello Gela", dove il sindaco Rosario Crocetta, che mette a repentaglio ogni giorno la sua vita per combattere la mafia, ha trasformato una città del meridione d'Italia, imbrigliata nei tentacoli della malavita, nella capitale della legalità grazie ad un'azione amministrativa innovativa, trasparente e coraggiosa.
Tutto questo ci ha rafforzato nella convinzione che la mafia esiste oggi come esisteva quindici anni fa, così come era presente negli anni cinquanta, e che oggi viviamo una condizione più difficile, perché la mafia, la "new mafia", ha deciso di immergersi nel silenzio rifuggendo dal clamore e dalle luci della ribalta e cercando riparo, riciclandosi, nell'economia legale. Non è vero, come vuole un certo "revisionismo antimafia", presente a destra, ma anche a sinistra, che la mafia è stata decapitata, che non è più un problema urgente per il nostro paese, che non bisogna esagerare troppo con i processi e con le indagini.
Tutto questo ci ha convinto della necessità non più derogabile di sconfiggere le mafie. Ci ha fatto capire che ciascuno deve fare la propria parte. Noi giovani vogliamo essere il lievito di un movimento che porti a una sollevazione popolare contro le mafie. Noi giovani non vogliamo più che le nostre esistenze siano destinate a precipitare nel buco nero di una società messa sotto scacco dalla criminalità organizzata. Noi giovani vogliamo riappropriarci del nostro futuro.
Per questo ci rivolgiamo a lei, caro Presidente Prodi, affinché il suo governo, il nostro governo, ci dia delle risposte.
Lei oggi ha la grande occasione per fare una cosa mai fatta prima d'ora in Italia: mettere la lotta alle mafia in cima all'agenda delle priorità dello Stato.
Per questo avanziamo alcune proposte:
1.sconfiggere la disoccupazione, la precarietà e il lavoro nero, che sono il terreno fertile per il reclutamento di base delle attività criminali, per ridare ai giovani la possibilità di progettare il proprio futuro;
2.garantire l'accesso ai saperi come forma di contrasto all'esclusione sociale: elevare l'obbligo scolastico, combattere la dispersione scolastica e garantire il diritto allo studio;
3.affiancare, così come scritto nel programma dell'Unione, all'intervento repressivo un complesso adeguato di politiche sociali; riqualificare i quartieri più degradati delle città del Meridione; valorizzare l'ambiente contrastando le ecomafie;
4.varare nuove politiche per i migranti, a partire dalla cancellazione della Bossi-Fini, per evitare la tratta degli essere umani gestita dalle organizzazioni criminali e mafiose e per combattere la clandestinità senza criminalizzare i clandestini;
5.spezzare il narcotraffico. Sino ad oggi sono stati colpiti i piccoli produttori del sud del mondo e i consumatori nei paesi ricchi. Una politica forte con i deboli e debolissima con i forti: i narcotrafficanti. È necessario abrogare la legge Fini-Giovanardi sulle droghe: consumare sostanze, in ogni caso, non può essere un reato penale. Bisogna invece stroncare le narco mafie con una dura azione repressiva e, al contempo, superare la logica del proibizionismo per andare verso quella della legalizzazione delle droghe leggere e della riduzione del danno per le droghe pesanti;
6.riordinare in un Testo Unico il complesso della legislazione antimafia, così come affermato a pag. 66 del programma dell'Unione e, parimenti, cancellare le leggi ad personam approvate dalle destre, che limitano e indeboliscono la lotta della magistratura contro le mafie;
7.rafforzare i poteri della Commissione bicamerale antimafia che deve utilizzare con rigore e interamente tutte le proprie prerogative per ricercare responsabilità, connivenze, tendenze dei fenomeni criminosi e per indagare a fondo e con chiarezza le connessioni tra mafia, politica e apparati dello Stato, ivi inclusi i servizi segreti;
8.potenziare la lotta al racket delle estorsioni, mediante il quale la mafia si assicura il controllo militare del territorio; per questo è necessario ridare coraggio a chi denuncia gli estortori con un intervento dello Stato deciso, urgente, forte e concreto: con una presenza più significativa delle forze dell'ordine e maggiori risorse economiche per il contrasto alla criminalità organizzata;
9.facilitare l'assegnazione dei beni confiscati alla mafia, impedendo che attraverso teste di legno i mafiosi rientrino in possesso degli immobili o delle aziende confiscate;
10.favorire una maggiore trasparenza nella gestione delle opere pubbliche, con la creazione di un registro nazionale di imprese "pulite", che ogni due anni si sottopongono ad un'informativa preventiva antimafia, le sole a poter accedere agli appalti e soprattutto ai sub-appalti; per partecipare ad una gara d'appalto ogni impresa iscritta nel registro deve dichiarare le eventuali ditte cui andranno i sub-appalti e di quali fornitori intende avvalersi;
11.rompere il rapporto tra mafia e politica, impegnando tutti i partiti una grande operazione di pulizia e trasparenza nella composizione degli organismi dirigenti e nelle candidature e a tal fine approvare una legge che impedisca, in tutto il territorio nazionale e per tutti gli organi elettivi, dalle circoscrizioni al parlamento, di candidarsi a chi è stato raggiunto da informazione di garanzia per associazione per delinquere di stampo mafioso (416 bis), per concorso esterno in associazione mafiosa, per voto di scambio politico mafioso (416 ter) o a chi ha parenti condannati per questi reati;
12.far tornare i mezzi di comunicazione di massa a parlare di mafie e di antimafia, anteponendo l'informazione alla fiction: maggiore è il silenzio, più facilmente le mafie riescono a tutelare i propri interessi.
Queste sono le nostre proposte, queste sono le proposte dei giovani di Gela, della Sicilia, di Reggio Calabria, di Lecce, di Napoli e di Palermo, ragazzi e ragazze di tutta Italia. Non pretendiamo di rappresentarli tutti, siamo coscienti di essere solo una goccia in mezzo al mare. Ma speriamo che, anche grazie al suo aiuto e a quello di tutto il governo, questa goccia possa tornare ad agitarlo, il mare.
I ragazzi della FGCI, ragazzi contro tutte le Mafie
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