La sezione nasce nel 2001 su iniziativa di un gruppo di compagni di Fiano Romano, che in occasione della Campagna elettorale delle elezioni Politiche e Amministrative del 2001 sentirono la necessità di rappresentare all’interno della Amministrazione Comunale le esigenze di quella parte di cittadini che non si sentivano rappresentati politicamente dai D.S. o Rifondazione Comunista e sentivano, altresì, la necessità di avere una sinistra che stesse al di fuori dai giochi di potere ed economici della politica Fianese.
A seguito delle elezioni amministrative con la vittoria del centro sinistra venne eletta, con 94 preferenze, a Consigliere Comunale la compagna Maria Antonietta Grosso alla quale venne affidata la presidenza della Commissione Pubblica Istruzione e Cultura e la delega alle Politiche Giovanili.
Successivamente ai gravi fatti di Genova del 20 luglio 2001, l’assemblea degli iscritti decise di intitolare la Sezione di Fiano Romano a Carlo Giuliani, tragicamente scomparso in tale evento.
Un grazie particolare va a Benedetto, Filippo e Maria Antonietta per averci invogliato a fare questa bella esperienza e averci fatto ritrovare il gusto di fare politica, politica fine a se stessa senza interessi personali di sorta o di particolari gruppi di potere.
Un grazie anche a Bertinotti ed a Berlusconi, senza i quali, ma per ragioni diverse, il nostro partito non sarebbe mai nato.
Dal Segretario della Sezione, Ugo Solimene, riceviamo e pubblichiamo: Un ringraziamento va a tutte le compagne ed i compagni che con il loro lavoro e la loro passione hanno contribuito alla nascita ed alla crescita della Sezione, che hanno creduto e continuano a credere nella possibilità di realizzare questo progetto nato in un momento tragico e fragile per la nostra democrazia, tanto che il nome di Carlo Giuliani sta lì a testimoniare quanto duro sia risalire la china, in un paese che anche nell'ordine pubblico mostrava di fatto i volti del totalitarismo. Ma noi siamo quì per ricordare per sempre il sacrificio di Carlo e per cercare di rendere più tangibile la speranza che in un futuro prossimo, l'uomo torni ad essere considerato per quello che esprime in termini ideali, onestà, patrimonio culturale e non economico.
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